Silvio Negro

Chiampo, 15 aprile 1897 – Roma, 3 novembre 1959

Giornalista

 

Silvio Negro nasce in località Valloscura da una famiglia contadina.

Si iscrive all’Istituto tecnico di Vicenza,  dove rivela la sua bravura in matematica, poi passa al Liceo classico, dove inizia a scrivere per i giornaletti scolastici.

La sua gioventù è raccolta ne La Stella Boara, del 1964. Orgoglioso delle sue origini, qui parla affascinato di campi e vigneti, della saggezza contadina e della semplicità di questo mondo, che si porterà nell’animo anche nelle grandi città.

 

Si inscrive all'università di Lettere a Padova. Laureatosi, è mandato a Roma con una borsa di studio, dove inizia la sua carriera giornalistica presso “L’Osservatore Romano”

Nel 1924-25 è redattore dell’“Italia” a Milano, dove collabora al “Caffè” e si lega con il gruppo antifascista di Riccardo Bauer e Ferruccio Pani. 

Entra al “Corriere della Sera” nel 1926, e ne diviene «corrispondente vaticano». Approfitta dell’esperienza per raccogliere il materiale del primo libro, Vaticano minore, che vince nel 1936 il Premio Bagutta. Nel 1943 esce il suo secondo volume, Seconda Roma. Diviene poi capo dell'ufficio romano del Corriere, e oltre che di argomenti vaticani si occupa di problemi urbanistici, agricoli, politici e sociali. 

Viene eletto presidente dell’Ente Ville Venete e scrive altri due libri: Album Romano e Ville Venete.

Scompare improvvisamente a Roma il 3 novembre 1959.

Nel volume Roma non basta una vita sono raccolti gli articoli di Negro apparsi via via sul “Corriere”.

Silvio Negro